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La voce della montagna

La voce della montagna

C’è un momento, quando abbandoni la valle e cominciano le salite, in cui le parole si perdono, il tempo rallenta e lo sguardo corre a cercare le cime.
È una sensazione che abbiamo provato tutti. Quel senso di attesa prima di arrivare in montagna che toglie le parole di bocca, che si riempie di silenzi e di voglia di arrivare, di vedere quei giganti di roccia.
Goderti ogni momento, assaporare ogni respiro. Basta tendere l’orecchio e la senti. La voce della montagna.
Entrare nel bosco è un’esperienza mistica, da favola. La dimensione antropica si azzera, la natura regna. Si entra lentamente in un vortice di sensazioni: il profumo intenso del pino mugo selvatico, del muschio fresco, così forte da sentirlo tra le labbra. Il morbido sottobosco sotto i piedi. E poi le sfumature di verde, marrone, giallo, grigio… Il fruscio tra le fronde, il richiamo del cuculo, un picchio in lontananza. Se sai come viverlo, il bosco ti accoglie pienamente.
E quando la meta si avvicina e la montagna ti accoglie, senti il vento sulla pelle e accetti la sfida. È una prova con sé stessi, alla ricerca dei propri limiti... Qualsiasi sia il tuo traguardo, ad ogni passo è più vicino, ad ogni passo lasci il segno. Ed eccola finalmente, quella sensazione tanto attesa.
Fuori dal bosco tornano protagoniste le cime. Il sapore della nebbia leggera. Qui la montagna ti accoglie nella sua semplicità. C’è tutto, senza chiederle altro. Non c’è bisogno di adrenalina o di fare sport estremo. Quando ci sei dentro, l’unica cosa che conta davvero è godere la montagna fino in fondo, in ogni suo aspetto.
Un fuoco che arde, il calore ritrovato… Eppure lei è sempre lì, pronta, ad aspettarti. Di notte è ancora più bella, mette in mostra le sue meraviglie nascoste. L’eco di una grotta, il vento tra le cime, il silenzio delle stelle.
La vera magia è davanti a un fuoco scoppiettante, dove il freddo passa e le emozioni restano. La stanchezza diventa rinascita, la mente si svuota, l’anima si riempie. E improvvisamente viene voglia di uscire ancora, fare una ciaspolata sotto le stelle. Chissà che il buio della notte non riveli aspetti nascosti della montagna.
Lo senti ora il suo richiamo? Non è mai troppo presto per rispondere alla sua chiamata.
E via di nuovo, verso nuove mete, sempre più in alto. Certe esperienze non possono aspettare, bisogna svegliarsi presto per viverle a pieno. E ad ogni passo sentire la neve che cambia consistenza, secca, granulosa, poi sempre più fresca, farinosa, zuccherina, come a rendere la salita più dolce.
Quando sei a un passo dalla cima non c’è fatica, ma determinazione. Non pensi al passo prima, ma solo a quello dopo. È la montagna a darti la spinta.
Infine l’arrivo. Non importa arrivare in cima. La cima è di tutti, dove decidi di fermarti è il tuo posto, solo tuo. La montagna lo sa e ripaga la vista. Non ci sono parole per descriverla.
La discesa, piena, immensa, regale. Ricompensa ogni fatica, una gratificazione per lo spirito. E poi arrivi, oltre lo sforzo, oltre ogni limite e la senti: la maestosità della montagna che respira all’unisono con il tuo senso di libertà.
Nella discesa il punto di vista si ribalta e si percorre la strada guardando come la montagna guarda la valle. Con la salita ritrovi quel legame con la montagna, con la discesa lo celebri. Adrenalina, divertimento, appagamento. Pochi minuti, ma infiniti.
Il cerchio si chiude, ora capisci, quel silenzio riverente, tutto rivolto all’attesa di questo momento. L’esperienza della montagna, che lascia il segno, fino alla prossima avventura.
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